La beffa di Android

Questo è un post di sfogo riguardante la grande beffa di Android, e più in generale sulla vuotezza e superficialità della tecnologia moderna.

Grazie alla sfrenata e insensata corsa alla produzione di hardware sempre più potente i grossi big della tecnologia si sono ritrovati con un problemone tra le mani: come obbligare i clienti a comprare nuovo hardware, se quello che gli vendiamo ha le capacità per durare anni? Non va bene. La nuova strategia perciò consisterà nell'appesantire il software, ovvero nel rendere l'esperienza del cliente miserabile in modo da obbligarlo a comprare nuovamente.

Qualcuno potrebbe argomentare che il software moderno rende possibili cose che anni fa non lo sarebbero state, eppure il livello di innovazione è completamente fermo - o meglio, l'innovazione avviene nei garage e nelle camerette e lì spesso rimane.

Praticamente tutte le release dei sistemi operativi moderni più utilizzati (Linux, Windows, OS X) sono diventate con il passare degli anni decisamente più pesanti senza portare mai quei grossi cambiamenti sperati, o portandoli in maniera ingannevole. Si prenda ad esempio tutta la lunga lista di feature millantate ad ogni Keynote Apple che poi regolarmente finiscono nel dimenticatoio una volta che l'attenzione di internet è stata spostata altrove (considerando che oramai la notizia non la fa la notizia stessa, ma il sito/giornale che meglio riesce a plagiarla per attirare lettori). Anche qualitativamente c'è stato un forte declino, tranne nel caso di Microsoft che data la sua natura altro non può fare che sprofondare o dedicarsi ad altro (vedi: XBox); molte delle feature annunciate e inserite nelle ultime release di OS X sono da considerare "beta" oppure da non considerare affatto (ad esempio Facetime). Linux poi dallo stato di beta non è mai uscito, e ogni anno sarà l'anno del desktop Linux, e migliaia di click si riversano sui siti web che ne parlano... e via alle prossime promesse e al prossimo anno, fermi non al punto di partenza, ma qualche passettino più avanti.

Per arrivare ad Android. Android ha moltissime caratteristiche di una spietata mossa commerciale atta a far leva sull'invidia, gonfia di una serie di strategie che nel mondo moderno vengono esaltate nonostante si tratti a conti fatti di menzogne e raggiri.

Android praticamente non esiste fino alla versione 4, o meglio, esiste come toppa per quell'enorme buco lasciato dall'arretratezza dei produttori di cellulari: da una parte avevamo i sistemi operativi antiquati dei cellulari tradizionali (mi viene in mente il fantastico display di un Motorola con UNA SOLA RIGA di testo disponibile, geniale) mentre dall'altra c'era Nokia, con Linux e un mare di promesse. L'innovazione è arrivata da parte di un personaggio inaspettato, Apple, con l'introduzione del suo smartphone rivoluzionario; indubbiamente il ruolo che ha avuto iPhone è stato quello del protagonista della rivoluzione, ma va ricordato che iPhone è stato decisamente mediocre per almeno tre o quattro generazioni, ma i suoi colori e il suo approccio all'interfaccia utente lo hanno reso comunque un vincente... nonostante non si potesse fare copia e incolla (feature introdotta tempo dopo come rivoluzionaria anch'essa), non si potesse cambiare facilmente la suoneria delle chiamate e non si potesse cambiare E BASTA la suoneria degli SMS (cosa che credo sia proibita tutt'ora). E nonostante una batteria che continua ad essere penosa anche negli ultimi modelli.

Android in questa fase iniziale della rivoluzione degli smartphone serve solamente ai produttori degli stessi, per poter saltare sul carrozzone della modernità e dire "anche noi siamo smart"; non ha rilevanza se non negli articoli dei soliti blogger e di tutte quelle testate che non fanno altro che pubblicare cose con titoli scritti in stampatello.

Il tempo passa, le interfacce utente vengono rimescolate e riproposte (ma mai più innovate), da Facebook a Google (gmail, etc) ad iPhone, e anche Android continua a crescere. Per qualche oscuro motivo di cui non mi sono preso la briga di investigare, i genitori di Android decidono di saltare a piè pari la versione 3 del loro sistema operativo, passando direttamente alla 4; una mossa che al di fuori delle solite cerchie di informatici non dice nulla all'utente finale, trattandosi di uno stupido numero. Il senso di questa mossa si potrà comprendere solo in seguito, quando la spinta all'aggiornamento potrà essere motivata da scuse tipo "eh ma tu hai Android 2, noi supportiamo solo il 4, sei ben due versioni indietro); considerando che la quasi totalità dei cellulari "regalati" con le offerte delle Telco italiane sono smartphone di fascia medio-bassa con Android 2, un po' di malafede è più che giustificata.

Nel frattempo è necessario aprire una parentesi per descrivere, sebbene in maniera superficiale, quelle che sembrano essere (o in alcuni casi lo sono effettivamente) le stategie di Google riguardo Android e i device su cui esso gira. Esistono alcuni modelli di hardware e software prodotti direttamente da google, per "avere più controllo". Dopo aver utilizzato per alcuni mesi un tablet Nexus 7, prodotto da Asus per Google, ho maturato l'idea che questi device rappresentino una strategia: rendere beta tester i propri clienti, una pratica per altro affatto nuova nelle stanze di Google, basti pensare al ridicolo numero di anni in cui Gmail o altri prodotti fondamentali di G. sono stati in beta. In quel caso però c'era uno scambio di fondo: l'utente avrebbe usufruito di una serie di servizi in maniera gratuita, e involontariamente sarebbe stato anche un beta-tester (e i suoi dati personali sarebbero stati svenduti, ma per parlare anche di questo non basterebbe un intero blog). Adesso la situazione è nettamente peggiorata, perche' anche chi ha comprato un tablet Nexus 7 è diventato un beta-tester.

Il Nexus 7 (prezzo di 250 euro) si è comportato egregiamente nei primi mesi di vita, fino a che non ha ricevuto gli "aggiornamenti" di Android da parte di Google; è un tablet senza troppe pretese, ma decisamente ottimale, con una batteria capace di durare giorni. I tre successivi aggiornamenti di Android hanno regolarmente peggiorato di molto la qualità del mio utilizzo del tablet, fino a renderlo del tutto inutilizzabile; premetto che in questa fase iniziale ero totalmente avverso all'installazione di un custom firmware, sapendo che sarebbe stato l'equivalente di darsi la zappa sui piedi, passando da qualcosa che funziona male a qualcosa che funziona male e su cui dei programmatori più o meno da strapazzo hanno messo le mani. Perciò prima è stata la volta della luminosità automatica, passata da "funziona perfettamente" a "devo disattivarla se non voglio lanciare il tablet dalla finestra"; questo problema inoltre è stato uno dei primi e non è mai stato risolto dalle versioni successive. Altro problema è stato quello della carica lenta, che ha cominciato a presentarsi solo dopo un aggiornamento di Android. Il problema più grave però è stato un generale appesantimento di tutto il sistema operativo, arrivando a delay di quasi un minuto per operazioni banali, quali ad esempio passare da un'app ad un'altra, o aprire un menù. E parliamo di un tablet con qualche mese di vita, non del mio iPhone 3G, noto per essere stato progettato MALE (aveva poca RAM, poca per QUALSIASI COSA) e che comunque è riuscito a servire per 5 o 6 anni.

Il mio tablet Google quindi, pagato 250 euro, era praticamente vecchio dopo appena due o tre mesi per colpa della stessa casa produttrice. Possibile che simili problemi gravi siano stati trascurati nonostante il rilascio di più aggiornamenti? È possibile, perche' l'idea di base non è quella di renderti felice o di agevolarti il lavoro, ma è solo quella di vendere vendere vendere (e nel frattempo vendere anche i tuoi dati personali, che tanto non hai niente da nascondere no?).

L'unica soluzione per salvarmi dall'idea di aver regalato dei soldi a Google per farmi prendere per il culo è stata quella di installare un benedetto Custom Firmware, Cyanogenmod; operazione che oltre ad invalidare la garanzia ti lascia nelle mani di programmatori che lavorano nel loro tempo libero a questi firmware. Chi ha mai utilizzato seriamente il software open source può capire le implicazioni di una simile condizione: se non ti pagano per programmare allora o sei ricco di famiglia, o hai tantissima passione, ma di base è come se fosse un secondo lavoro.

Adesso... beh, ho altri problemi, ad esempio ieri ho notato che l'applicazione Maps aveva consumato il 21% della batteria dall'ultima carica, senza neanche essere mai stata aperta o utilizzata. Un tablet quindi che prima durava anche tre o quattro giorni, ora potrebbe durarne uno o due, a seconda dell'applicazione che decide di funzionare male (parentesi tecnica: alla faccia di tutte quelle accortezze millantate riguardanti l'isolamento dei processi, il sandboxing, le API pazze per fare le cose in background e il multitasking rivoluzionario).

C'è inoltre un fattore che anche io avevo considerato male: Android che trovi installato nell'ultimo cellulare Samsung non è lo stesso Android di Cyanogenmod, e non parlo solo delle inutili applicazioni Samsung: di recente è uscito Vine per Android e, al di là della pessima qualità in confronto alla controparte iOS e al pessimo supporto hardware, su alcuni dispositivi non è possibile fare l'unica cosa che questa app dovrebbe fare: i video.

Sembra infatti che:

Hey guys,

I am the Android engineer responsible for the video playback and recording components on the Vine for Android app. We noticed that there is a bug on a rooted 4.2.2 ROM (mostly S2, prob CM related) that it did not implement one of the camera method (specifically, onPreviewFrame, the data returns null when using image buffering) that we are relying on to work properly. Just want to let you guys know what the problem is.

Best, Edison Wang Vine Labs (Twitter Inc.)

Per quanto mi riguarda, anche stupidamente magari, se Cyanogenmod non implementa un metodo fondamentale per un'applicazione Android allora non è Android, è un'altra cosa.

L'esperienza con un cellulare Android prodotto da Samsung si è rivelata simile a quella con il Nexus 7, se non peggiore. Decisi di comprare uno smartphone Samsung un po' datato (ovvero di uno o due anni fa), consapevole che non sarebbe stato superlativo, ma indubbiamente migliore del mio iPhone 3G, funzionante sì, ma a stento (il sistema operativo presenta latenza per qualsiasi operazione si voglia effettuare, ai livelli di un 486).

Questo nuovo cellulare Android aveva tra le 6 e le 8 ore di autonomia con un utilizzo tutt'altro che intensivo; l'unico modo per sopravvivere era smettere di considerarlo uno smartphone per alcune ore in modo da avere batteria sufficiente per arrivare a sera.

Avere uno smartphone senza poterlo utilizzare come tale è inutile, perciò ancora una volta fui obbligato (direi che non si tratta di una scelta: la scelta sarebbe stato riportarlo al negozio e farsi ridare i soldi, ma lasciamo perdere) ad installare un maledetto custom firmware. Grande! Adesso la batteria mi dura TRE GIORNI! Però... sono due notti che lo lascio in carica e al mattino lo trovo riavviato, fermo sulla schermata di richiesta del PIN. Uhm...

In seguito ho fatto altri aggiornamenti sullo smartphone, e alcuni problemi (tipo quello del riavvio notturno) sono stati risolti, per fare posto ad altri problemi, quantomeno di minore entità. L'unica cosa che continua a non funzionare è proprio Vine, per via della natura ibrida di questi Custom Firmware.

Come disse tempo fa un amico: "Se vuoi la tecnologia la devi pagare", a cui io aggiungo che bisogna sempre mantenere un entusiasmo moderato per la tecnologia, senza mai dimenticare quanto viene fatto per il bene comune e quanto per un ritorno economico.